L’estratto di Ginkgo biloba può causare nei pazienti con cardiomiopatia ischemica tempeste elettriche potenzialmente fatali. L’allarme arriva da un caso clinico presentato sull’American Journal of Medicine. Con un giro d’affari mondiale vicino a 1 miliardo di dollari annui, l’estratto di Ginkgo biloba è tra le medicine alternative o complementari (CAM) più vendute.
Di solito viene prescritto per contrastare il declino cognitivo o per patologie vascolari periferiche, ma la cautela dovrebbe essere d’obbligo perché in un gran numero di pazienti c’è la presenza concomitante di cardiomiopatie ischemiche.
I ricercatori svizzeri dell’University Hospital di Basilea riportano il caso di un 72enne defibrillatore cardioverter impiantato (ICD) ricoverato per frequenti episodi di tachicardia ventricolare (VT) negli ultimi 4 mesi, accompagnata da dolori epigastrici. L’inizio del fenomeno coincideva con la somministrazione di estratto di Ginkgo biloba prescritta dal medico di Medicina generale del paziente. Gli esami clinici hanno evidenziato almeno 33 episodi VT al giorno registrati negli ultimi 10 giorni.
La cessazione immediata dell’assunzione di Ginkgo biloba ha portato alla fine dei sintomi in pochi giorni. Si suppone – i dati sperimentali su questo argomento sono assai scarsi – un effetto di instabilità elettrica pro-aritmico indotto dall’estratto di Ginkgo biloba che ne sconsiglia fortemente la somministrazione in pazienti cardiopatici.
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